
Immaginativi ora di essere in Francia, a St Emilion, all’interno di una bellissima vigna, un anfiteatro naturale di struggente bellezza. Cosa c’è di più magico che sentire contemporaneamente il suono “angelico” di tre campane che suonano contemporaneamente dalle chiese di St. Emilion, Mazerat e St-Martin de Mazerat durante la celebrazione dell’Angelus? Sicuramente bere, seduti in vigna al tramonto, un bel bicchiere di vino proveniente da quelle viti che ora sono sotto il vostro sguardo. Mi viene in mente la pubblicità di una nota carta di credito, certe cose non hanno prezzo. Se avete però qualche centinaia di euro da investire in vino francese, la scelta in questo caso è obbligata: Chateau Angelus.
Appartenente alla famiglia Boüard de Laforest da quattro generazioni, è solo con Hubert de Boüard de Laforest che L’Angélus, oggi chiamato semplicemente Angélus, conosce una decisa e netta escalation qualitativa grazie all’adozione di pratiche colturali molto restrittive in vigna e a notevoli investimenti, non solo tecnologici, in cantina. I suoi sforzi, in termini di qualità, hanno portato Angélus nel 1996 ad essere promosso da Grand Cru Classé a Premier Grand Cru Classé B, un grande successo che è culminato con la presenza del vino in Casino Royale, uno dei maggiori film di successo della saga di James Bond.
Chateau Angelus 2005 è un blend composto da Merlot (60%) e Cabernet Franc (40%) e si presenta nel bicchiere con un colore rubino intenso che già alla visiva fa presagire una elevata estrazione polifenolica. Mettendo il naso nel bicchiere capiamo subito che ci troviamo davanti ad una girandola olfattiva di grande finezza ed eleganza. Inizialmente percepiamo i piccoli frutti di bosco, poi ciliegia, prugna, cioccolato fondente, sottobosco, caffè tostato, vaniglia, spezie, eucalipto, china, brezze mentolate e una vena minerale che fa venire in mente la selce, la grafite, il ferro.
Quando bevo il vino mi rendo conto di aver commesso un infanticidio, giovanissimo per poterlo apprezzare come meriterebbe. La cosa che lascia sbalorditi, comunque, nonostante sia in fasce, è la finezza dei tannini la cui tessitura è pura seta in bocca, un tappeto rosso che scivola in bocca, si allarga e rimane percettibile in tutta la parabola gustativa. Persistenza incredibile per un vino che meriterebbe senz’altro, visto la costanza qualitativa, di essere messo al pari di Chateau Cheval Blanc e Chateau Ausone. Prezzo? 300 euro di puro piacere edonistico!